Pechino 2008: Risultati Torneo Wushu
Agosto 24, 2008 at 6:27 pm | In Olimpiadi 2008 | 6 CommentsTags: beijing 2008, results wushu, wushu tournament

Ecco i Risultati dei risultati relativi al Torneo di Wushu di Pechino.
Nell’elenco potete trovare la Biografia di tutti gli atleti presenti alla competizione con qualche piccola curiosità personale, il medagliere e altre utili notizie.
Gli atleti italiani che hanno partecipato al Torneo extra-olimpico sono soltanto tre per Taolu e Sanshou compreso, un ragazzo e due ragazze di cui una per il Sanshou.
Il Wushu in ogni caso e purtroppo, non è entrato a far parte delle discipline Olimpiche, confesso che sono delusa, ci speravo almeno stavolta ma anche questa non è stata quella buona
Interessi economici, scarso interesse del pubblico e poca promozione?
Forse un pò tutto di fatto chi praticava Wushu prima continua e continuerà a praticarlo dopo questa delusione?
Chi praticava per passione probabilmente lo farà ancora come ho fatto io dopo il 2004 (Olimpiadi di Atene) e magari continuerà a sognare che un giorno presto o tardi anche il Wushu farà parte dei Giochi Olimpici.
Anche se questo avverrà forse sarà sempre una magra consolazione o soddisfazione personale visto che in Italia anche i campioni degli attuali sport olimpici non possono certo dire che campano della loro passione sportiva.
….lo sport non paga (bene) a meno che non si tratti di Calcio penso umilmente io, sinceramente pensare che gente come Clemente Russo (nomino lui perchè Tatanka, mi è rimasto impresso leggendo un articolo su qualche rivista) e tutti i nostri azzurri debbano pagare le tasse sui risultati che hanno ottenuto mi pare un pò esagerato visto che le Olimpiadi ci sono ogni 4 anni e non è neanche detto che uno arrivi nei primi tre posti.
Insomma vorrei fare polemica ma poi penso che alla fine non serve a niente….
Tanto di sport io non ci campo perchè ho un lavoro vero già da una quindicina di anni come molti altri atleti di wushu e non che per molti anni hanno vissuto animati da sentimenti puri e sinceri facendo tanti sacrifici ma poi d’un tratto è successo qualcosa che ci ha svegliati e ci siamo dovuti/voluti trovati qualcos’altro a cui pensare….o forse ci siamo solo messi a fare dell’altro per non pensare a quello che abbiamo lasciato
…..anche se per fortuna non tutti facciamo questa fine
6 Commenti »
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..pratica molto il poco e non poco il molto....quello che oggi fa male domani farà bene....corpo che muove mente che danza...essere se stessi significa fare parte degli altri....perchè volere è potere


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Ciao, con un gruppo di amici, stiamo cercando di far conoscere la nostra realtà al resto del mondo.
Abbiamo scritto questa lettera che stiamo facendo girare per il web e che inviamo (ognuno di noi a sua firma) alle varie testate giornalistiche. Se puoi, ti prego di aiutarci e di occupare una piccola parte del tuo tempo a fare un piccolo copia/incolla per diffondere quest’urlo.
Ti ringrazio in anticipo.
Maurizio Di Benedetto
http://www.forumartimarziali.com/forum/index.php?topic=34074.0;topicseen
Re: Il tai ji comunista!
« Risposta #45 inserita:: Oggi alle 10:06:37 »
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ECCO QUA
fatta di corsa stamattina, però è un inizio. Si accettano (e attendono) suggerimenti.
ciao
Gentilissima redazione,
Questa mail è stata preparata da un gruppo di praticanti di arti marziali e sport da combattimento. Ma sarebbero pronti a sottoscriverla, noi crediamo, tennisti, podisti, tiratori con l’arco e la carabina, nuotatori e lanciatori di giavellotti.
Abbiamo deciso di inviarla durante quella sana boccata d’aria che sono le olimpiadi. Sana ma, purtroppo, assai rara. E alla vigilia di una nuova stagione calcistica (se si può dire che la vecchia sia mai finita), ovvero mentre ci prepariamo a sopportare altri dieci mesi buoni di discussioni su un rigore, lenzuolate di giornali sul mal di calcagno di un centrocampista qualsiasi, ore di tv in cui si analizza sostanzialmente il nulla.
Ma fosse solo questo. Alla sostanziale inconsistenza del fattore sportivo, ormai palese nel calcio, dobbiamo aggiungere le partite “accomodate”, i ripetuti scandali, il dissesto finanziario di società che – poche volte si ricorda – sono spesso quotate in borsa e come tali beneficiano della buona fede dei risparmiatori. Peggio ancora, le risse e i morti domenicali. Sorvolando sul costo che tutto questo ha per lo stato e la società.
Ora, ci chiediamo, ha ancora senso questo circo? Crediamo sinceramente di no. Soprattutto non ha senso, a nostro avviso, che un business che possiamo chiamare intrattenimento, spettacolo, macchina per soldi ma non più sport, continui a occupare la sostanziale totalità dello spazio sportivo a disposizione, togliendolo a chi, invece, meriterebbe visibilità. E non vogliamo parlare soltanto del karate, del judo, della kick boxing, del kung fu e delle decine di altre arti marziali e sport da combattimento presenti in Italia e totalmente ignorate dai media. Ci piacerebbe vedere, in televisione, anche la scherma, la lotta grecoromana, la canoa e magari pure il pentathlon. Ci piacerebbe che i nostri figli sapessero di poter scegliere tra un ventaglio piuttosto ampio di discipline e che non fossero incanalati verso il pensiero unico dominante fin dall’età prescolare.
A livello locale, ci piacerebbe che a queste attività fosse dato il giusto spazio e un minimo di attenzione, mentre dobbiamo constatare ogni volta che i pochi soldi pubblici a disposizione prendono immancabilmente la conosciutissima strada del campo sportivo. Lo stesso vale per gli spazi di allenamento, che sono a disposizione di tutti… non appena soddisfatte le esigenze del calcio.
Ci rendiamo conto di quali siano i rapporti di forza, non viviamo su Marte. Ma siamo anche convinti che ormai si è persa ogni proporzione tra il calcio rappresentato e il reale numero degli appassionati e praticanti.
Per questo vi chiediamo di ripensare almeno in parte la distribuzione degli spazi nelle vostre testate, concedendone un po’ anche a chi, di solito nel silenzio e nel disinteresse, cerca di offrire un’alternativa al solito pallone. Crediamo che gli atleti che tante volte hanno fatto risuonare l’inno di Mameli in queste olimpiadi lo meritino e siano un esempio molto più sano, per i ragazzi, dei divi da tv che ogni tanto si dilettano di tirar due calci a un pallone. Ancor più lo meritano i tantissimi che nel loro piccolo portano avanti un’idea di sport che certamente non è esente da deviazioni o pecche, ma ha ancora la passione come suo fondamento. Tante volte abbiamo sentito dire, nel pieno dei ripetuti scandali, che il mondo del calcio doveva prendersi una pausa di riflessione. Vi chiediamo non una pausa, ma quantomeno un segnale.
Una mail identica a questa vi sarà spedita da ogni appassionato che senta di condividere quanto in essa riportata.
Con i migliori auguri di buon lavoro,
(seguono firma e attività praticata, volendo grado)
la repubblica e l’espresso già la hanno publicata.
Maurizio Di Benedetto
Commento di Maurizio Di Benedetto — Agosto 25, 2008 #
Ciao Maurizio,
trovo lodevole la vostra iniziativa ma a parte gli errori che hanno commesso i telecronisti (che come dice qualcuno difficilmente possono sapere tutto di tutto se non vanno a chiederlo a qualcuno di competente) non sono certa che questa lettera possa aiutarci.
Intendo dire che se la promozione del Wushu, che anche in questo caso non ha ottenuto il riconoscimento olimpico, non viene fatta dagli organi che dovrebbero farlo tipo la Federazione o le varie Federazioni che dicono di svilupparlo, è difficile che questo salti all’attenzione del grande pubblico.
Non so se ne sei al corrente (immagino di sì) ma nel 1997 c’è stato un Mondiale di Wushu proprio qui a Roma ed io ero una dei membri della Nazionale Fiwuk.
L’assurdo è stato rendersi conto che per la città non c’era alcun manifesto e nessun accenno a questo evento se non attorno al palazzetto dove si è svolta la gara.
Capisci bene che se questo grande evento fosse stato sfruttato come doveva, forse adesso in Italia i praticanti di Wushu sarebbero più numerosi e “molti dei non addetti ai lavori” ne saprebbero già qualcosina in più.
Nel 1997 al palazzetto dell’Eur (mi pare fosse quello ma l’ho rimosso dal mio cervello per ripicca) c’erano i parenti di noi atleti italiani, pochi altri praticanti al corrente del campionato e le delegazioni stranieri ed è stato quasi uno sfacelo perchè è stato fatto tutto in sordina.
I giornalisti parlano di qualcosa se quel qualcosa ha valide motivazioni per saltare all’occhio della massa altrimenti difficilmente dedicano spazi che spesso sono a pagamento sulle testate per cui scrivono.
Questo è il mio umile e modesto parere ma so per certo che molti ex-atleti come me alcuni ancora praticanti la pensano purtroppo nello stesso modo percui che altro dire?
In bocca al lupo comunque per l’iniziativa.
Commento di MeiHua — Agosto 25, 2008 #
Io c’ero a quei mondiali, come spettatore. Devo dire che mi ricordo poco e che non ci ho capito un cacchio visto che poi facevo WuShu da tre anni. Ma lo stesso mi ha colpito la quasi clandestinità dell’evento. Mi sembrava quasi una manifestazione segreta. Mi sono chiesto da allora quanta forza e quanto impegno ci vollero per ottenere di ospitare in Italia, a Roma, un mondiale di WuShu, a cui poi non sarebbe venuto nessuno. Mi ricordo l’entusiasmo nel vedere tante delegazioni nazionali, con le loro sgargianti tute. C’erano anche società italiane con i loro loghi stampigliati. Tutto molto intrigante per un neofita. Ma finì li. Non ne parlò nessuno, né prima, né dopo.Era un occasione d’oro che non venne sfruttata, perché? E come fanno alcuni importanti dirigenti che organizzarono quell’evento, come un certo colonnello, ad essere ancora in carica? Ad oggi Roma poteva veramente essere una città in cui il Wushu poteva avere una certa importanza. Invece le scuole in cui si insegna wushu moderno, ad esempio, si sono ridotte forse a tre o quattro, con pochissimi allievi. Concordo con MeiHua quando dice che quelli che dovrebbero promuovere la disciplina non lo fanno, e aggiungerei che stanno facendo di tutto per affossarla, da almeno 10 anni a sta parte. Solo che possiamo piangerci addosso quanto vogliamo. Se abbiamo a cuore questa disciplina dobbiamo agire. Ben vengano tutte le iniziative di sensibilizzazione. Ragazzi sono un archeologo e so che significa non esistere e non essere riconosciuto. Ma se non ci si muove si soccombe, sempre. Jiayo!!
Commento di orionebula — Agosto 25, 2008 #
Volevo aggiungere due cose. La lotta per la visibilità e il riconoscimento parte da molto lontano, per tutti gli sport “minori”. Io ho parlato della situazione del WuShu perché conosco quella, ma spesso dietro uno scarso riconoscimento o dietro la poca visibilità ci sono federazioni latitanti e dirigenti incapaci. Non sempre ma spesso. I nostri per esempio non sono cime e il risultato del loro operare è l’avvelenamento del clima interno, molti atleti lasciano o si rivolgono a federazioni parallele non ufficiali o se ne creano delle proprie, ognuno contro l’altro armati. Conseguenza: frammentazione, pluralità di intenti e di sforzi, spreco di risorse. Se si vuole cambiare si deve partire da qui. Fare un’analisi della situazione in ogni ambito e cercare di far cambiare linea ai dirigenti o di cambiare i dirigenti. E’ un lavoro immenso e con scarse possibilità di riuscita, lo so. Ma credo che le cose stiano in questo modo. Ditemi voi.
Commento di orionebula — Agosto 25, 2008 #
Onestamente io non ho mai creduto che il Wushu potesse entrare nelle Olimpiadi, per un semplice motivo: è uno sport attorno a cui non girano soldi. Punto. Non c’entra lo spettacolo, ma solo il denaro.
Sul fatto del cambiamento, guardate un pò di esperienza di federazioni/associazioni/club di Wushu l’ho avuta e devo ammettere con rammarico che chi tira i fili non ha assolutamente voglia o interesse di promuovere questo sport, ma solo di pensare al proprio orticello. Di iniziative e di idee ce n’eran state… sempre buttate alle ortiche o nemmeno ascoltate dai vari “dirigenti”.
Commento di Alex — Agosto 28, 2008 #
Beh anche se mi spiace ammetterlo è proprio come dice Alex.
Commento di MeiHua — Agosto 28, 2008 #